Le Pigalle, artigiano contemporaneo

 In Arredo, Espositori, I protagonisti

Martellare, curvare, tagliare, dare forma al metallo al suo stato liquido forgiandolo per creare qualcosa di bello, forte e duraturo. Simon Pigalle ha seguito le orme del padre e ha scelto di diventare un artigiano del ferro. Il suo laboratorio Le Pigalle unisce le sue conoscenze nel settore edile alle sue propensioni artistiche dando vita a pezzi unici studiati per l’esigenze del cliente.

Parlare del tuo laboratorio significa parlare della tua vita. Com’è nata la passione per la lavorazione del ferro e come poi è diventata la tua professione?

Mio padre Luciano mi ha insegnato questo mestiere, lui era un fabbro. Avevo 12 anni e durante l’estate andavo nella sua officina e osservavo le tecniche di lavorazione del ferro, lo aiutavo ad assemblare i vari pezzi e a sbrigare le commissioni. Anche durante gli anni di studi da geometra ho sempre affiancato mio padre e il suo vecchio socio nella loro officina ed è proprio in quel periodo che ho iniziato a sviluppare la mia capacità manuale; ogni volta mi mettevo sempre di più alla prova tagliando il ferro ed imparando le tecniche di saldatura classiche: a elettrodo e a filo. Dopo tante prove e diversi pastrocchi, la sua supervisione è andata pian piano scemando e ho acquisito maggior padronanza del mestiere. Il mio è stato un percorso graduale e dopo circa dieci anni sono entrato come socio nell’azienda di mio padre la MPF. A quei tempi ci occupavamo principalmente di edilizia ed eravamo i classici fabbri edili che realizzavano oggetti da esterno come recinzioni, cancelli, inferriate e ringhiere. Capitava di rado qualche richiesta più artistica come arredo da interno. E’ un aspetto del mio lavoro che mi ha sempre stimolato e affascinato e che avrei voluto sviluppare. Così dopo quattro anni di pausa, in cui ho fatto altri lavori e ho vissuto fuori, sono tornato e ho deciso di aprire qualcosa di mio.

Ho preso un laboratorio di discrete dimensioni e ho iniziato a dedicarmi all’arredo, facendo esattamente l’opposto di quello di cui mi occupavo prima, realizzo opere da interno e non più da esterno. Lavoro principalmente su richiesta con ristoranti, negozi e diversi architetti. Spesso e volentieri propongo le mie idee ai miei clienti, i quali si lasciano consigliare, poichè mi vedono non solo come un esecutore ma anche come un ideatore. Se ci sono delle richieste specifiche le realizzo ma nel mio lavoro capita molto spesso che con i clienti si crei una buona sinergia e ci si ascolti a vicenda. Cerco di capire al meglio le loro idee e i loro pensieri in modo tale da creare quello che desiderano. Sviluppo inoltre una mia linea, librerie, tavoli e pezzi d’arredamento, prendendo spunto da ciò che mi circonda. Amo particolarmente complementare il ferro con legno e marmo. Faccio tante ricerche sui vari tipi di legni e li impiego a seconda del colore e delle curvature in modo diverso, è molto raro infatti che una mia creazione sia solamente in ferro.

Quanto conta il talento e la passione e quanta formazione occorre per poter realizzare dalla materia grezza quelle che sono vere e proprie opere d’arte artigiana?

Per quello che faccio manualità ed inventiva sono indubbiamente qualità fondamentali. Personalmente cerco sempre di migliorarmi, di mettermi alla prova sfruttando le tecniche che conosco meglio ma anche cercando di ingegnarmi per raggiungere un certo obiettivo. Approfondisco le mie conoscenze professionali portando alla luce vecchie tecniche di lavorazione della tradizione medievale, in cui il ferro era battuto a caldo sulla forgia. Oggi i fabbri moderni fanno un lavoro di taglio e assemblaggio, a me invece piace prendere la materia grezza, farla diventare rovente e modellarla.

SIMON PIGALLE AD ARIA 2016

Ci vuole un sacco di pazienza perché prima di  ottenere un buon risultato che si avvicini alla tua idea iniziale occorre fare tantissime prove. Sicuramente ci vogliono anni per poter padroneggiare un mestiere come quello del fabbro, posso dire che nel mio caso sono riuscito abbastanza velocemente ad acquisire certe tecniche, probabilmente l’ambiente nel quale mi sono formato è stato un ottimo sostegno.

Come nascono le tue opere, da cosa prendi ispirazione?

Mi guardo intorno, mi piace giocare e sperimentare. Per me non è stimolante riprodurre le forme classiche, cerco di mettere sempre un mio tocco personale. Cerco di dare una nuova interpretazione alle forme geometriche, che sono quelle che prediligo. Mi piace molto lo stile contemporaneo e quando l’idea nasce da me, cerco di proporre qualcosa di particolare, insolito, difficile da trovare altrove. Molto spesso le idee nascono per caso, tutti i giorni cerco di fare ricerca osservando e rielaborando. A volte l’ispirazione arriva di notte e ti svegli subito pronto a concretizzare quello che ti è venuto in mente.

Chi si rivolge a te ricerca un prodotto unico nel suo genere, quali sono gli aspetti più apprezzati dai tuoi clienti?

Difficilmente i prodotti sono irreplicabili oggi. Più che uniche nel loro genere direi che le mie realizzazioni sono mirate. Come un sarto, cerco di riempire al meglio gli spazi dei miei clienti e di adattare le mie realizzazioni ai loro ambienti.

LO STAND DE LE PIGALLE AD ARIA 2016

Il mio lavoro mi permette di giocare sulle forme e i colori, ma ultimamente quasi il 90% dei miei clienti desiderano dare risalto alle varie fasi di lavorazione: dalle saldature alle rifiniture. Sono sempre riuscito a dargli quello che si aspettavano e questo è un aspetto che mi rende particolarmente soddisfatto.

Il mio lavoro manuale richiede tempo e pazienza, vado alla ricerca di ogni singolo materiale che utilizzo, penso ad un prodotto che possa durare nel tempo e che mantenga le sue specifiche invariate. Realizzo anche piccoli oggetti completamente in ferro battuto, che definisco delle “chicche”, perché sono frutto di un duro e meticoloso lavoro, poiché modellate sulla forgia. Ogni volta devo attendere che il ferro diventi di nuovo rovente prima che possa essere nuovamente lavorato.

In un mestiere artigianale è molto importante saper cogliere l’esigenze del pubblico. In questo senso, quali stimoli hai ricevuto esponendo le tue creazioni e partecipando ad Aria 2016?

Sono fortunato perché i miei clienti sono sempre stati soddisfatti del mio lavoro e ho sempre realizzato quello che avevano in mente. Nonostante i due giorni di pioggia, Aria è stata una bella opportunità per comprendere e capire ancora meglio l’esigenze del pubblico. Ho avuto la possibilità di parlare con tante persone diverse e di far capire il mio modo di lavorare. I lavori artigianali richiedono tempo e pazienza e grazie all’incontro con i visitatori presenti ho avuto la possibilità di trasmettergli la mia passione, mostrando alcune delle mie opere. Grazie ad Aria ho conosciuto anche diversi professionisti del settore interessati al mio lavoro, ma non è sempre così semplice collaborare sin da subito poiché i tempi si dilatano notevolmente e occorre coltivare e far crescere i rapporti prima di poter realizzare qualcosa di tangibile, esponendo le proprie capacità e le proprie idee.

Sono aperte le iscrizioni per la prossima edizione di Aria2017.
Per partecipare info@aria.casa / T. 392.3662707

(riproduzione riservata)

Recommended Posts

Leave a Comment

Contattaci

Se hai domande da sottoporci o sei alla ricerca di maggiori informazioni sui nostri servizi non esitare a scriverci. Il nostro team ti ricontatterà il prima possibile

Not readable? Change text. captcha txt

Start typing and press Enter to search

You have Successfully Subscribed!