LAB Officina d’arte e restauro, la passione diventa lavoro

 In Espositori, I protagonisti, In evidenza

Conoscere una storia e capire quali sono le  tecniche di restauro utilizzate per dare nuova vita ad opere che le sono state affidate, Veronica Mencucci racconta il suo mondo.

Trasformare il talento in un’attività, com’è nata la passione per l’arte e il restauro e quali sono state l’esperienze precedenti prima di aprire LAB?

VERONICA MENCUCCI

Sin da bambina ho dimostrato sempre un grande interesse per l’arte, il disegno e le attività manuali. Non ho mai avuto dubbi sul fatto che questa passione mi avrebbe guidato nel mio futuro, ma soprattutto nel mio percorso formativo.

Ho frequentato l’Istituto d’arte a Fano, con indirizzo decorazione pittorica, poi mi sono diplomata in restauro di opere d’arte all’Accademia di Bologna. Una volta terminati gli studi, ho fatto un periodo di tirocinio presso un laboratorio specializzato in restauro di dipinti, con il quale ancora oggi collaboro.

Nel 2010 ho aperto la mia partita Iva e ho iniziato a lavorare per conto terzi con negozi di mobili, architetti e falegnamerie nel campo della decorazione e della restaurazione del mobile antico. Dopo circa quattro anni ho aperto il mio laboratorio a Fano, in via Francesco Palazzi, dove ho la possibilità di lavorare non solo per conto terzi ma anche con privati.

Quali sono le tecniche di restauro che utilizzi per valorizzare al meglio la storia degli oggetti che i tuoi clienti ti affidano?

Non è semplice riassumere un concetto ampio come quello del restauro in poche parole. Nel mio lavoro tutto dipende da quello che hai per le mani, perchè nessuna tecnica è replicabile in modo assoluto. Restaurare non è mai un lavoro di routine, ogni volta occorre considerare un’opera come qualcosa di unico in quanto tale e di conseguenza valutarne l’epoca, i materiali e lo stato di conservazione. Un prodotto può essere adatto per un oggetto, ma  allo stesso tempo nocivo per un altro è quindi fondamentale capire bene come intervenire e qualche volta occorre anche ingegnarsi per restaurare al meglio un’opera. Posso dire però che la fase che accomuna tutti gli interventi di restauro è quella preliminare intesa appunto come ricerca e studio dell’opera d’arte sia dal punto di vista storico-artistico che esecutivo. Identificare le origini di un oggetto e la sua storia è importantissimo per poi trovare la giusta soluzione e le metodologie d’intervento. In base ai risultati ottenuti è possibile definire il progetto di restauro che può prevedere l’utilizzo di materiali tradizionali, come resine e colle, oppure di composti di origine sintetica. L’importante è che tutte le sostanze utilizzate siano reversibili in modo tale da non recare danni all’opera.

Come cerchi di carpire le richieste dei clienti? Normalmente segui le loro indicazioni o ti viene concessa “carta bianca”?

Non c’è un caso univoco, dipende molto dal tipo di lavoro. Quando mi è richiesto un lavoro di restauro, io intervengo da professionista per il bene e la conservazione dell’opera; per questa ragione un cliente che che mi affida un restauro difficilmente riesce a darmi delle indicazioni su come procedere.

LO STAND DI LAB AD ARIA 2016

Tutt’altra cosa è ciò che riguarda lavori di laccatura e decorazioni dei complementi d’arredo, qui riesco a spaziare molto di più. Ci sono fondamentalmente due tipologie di clienti: architetti e arredatori oppure privati. I primi, essendo degli esperti del settore, sanno bene cosa vogliono e come deve essere il risultato finale e solitamente, quando si rivolgono me hanno già delle loro idee e dei progetti dai quali partire. L’altra tipologia di cliente è il privato che di norma va consigliato poiché non è così semplice capire qual è il giusto intervento da apportare ai loro complementi. Quando si parla di decorazione studio il progetto e faccio diverse proposte, realizzando dei bozzetti. Mentre per quanto riguarda la scelta dei colori, cerco di capire qual è ambiente di destinazione del prodotto e trovare i giusti abbinamenti, realizzando poi dei campioni in modo tale da far comprendere il risultato finale ed aiutare i miei clienti ad immaginare quello che sarà il lavoro ultimato.

Recentemente le tue opere sono state menzionate anche all’interno di importanti blog di settore. Quanto è importante, per te, riuscire a farsi conoscere anche fuori dal proprio territorio locale?

Farsi conoscere al di fuori del proprio territorio è importantissimo e secondo la mia esperienza è anche molto stimolante. Solitamente lavoro soprattutto nella zona locale, ma mi è capitato di muovermi anche sul territorio nazionale (Bologna, Rimini e Terni) e anche su quello internazionale. Qualche anno fa ho avuto l’incarico di decorare diversi mobili per uno showroom di Ginevra e questa è stata un’occasione veramente speciale per capire come all’estero vivono il nostro valore di artigiani.  ll concetto del “made in Italy” è molto più apprezzato e valorizzato all’estero rispetto al nostro Paese, forse perché siamo sempre stati abituati a vivere in un contesto storico e artistico con un valore immenso e che diamo molto spesso per scontato. Vorrei che al lavoro artigianale venga data più rilevanza, perché abbiamo una cultura e una tradizione delle tecniche di lavorazione del tutto uniche.

Lo scorso anno hai partecipato ad ARIA portando le tue creazioni. Innanzitutto come è andata? Quali sono gli aspetti che per una giovane artista come te sono importanti dell’evento? Cosa ti piacerebbe trovare nella prossima edizione?

La partecipazione ad Aria è stato molto positiva, nonostante le bizze del tempo. Colgo infatti l’occasione per ringraziare Cora e Fabio e tutto lo staff di Aria che ci hanno seguito durante i tre giorni di manifestazione. Per me e  per il mio laboratorio è stata una bellissima vetrina anche grazie all’ottima posizione vicino all’Arco d’Augusto. Sono stata contentissima perché è stato un modo piacevole per incontrare dei vecchi clienti e far conoscere i miei servizi e i miei prodotti a chi non conosceva ancora il mio laboratorio. Durante l’evento ho conosciuto anche diverse figure del settore con i quali ho iniziato a stringere delle relazioni e mi auguro che ci sia la possibilità di poter collaborare in futuro.

Riserva il tuo spazio per la prossima edizione di Aria 2017.
info@aria.casa / T. 392.3662707

(riproduzione riservata)

Recommended Posts

Leave a Comment

Contattaci

Se hai vuoi chiedere informazioni, hai domande, consigli.. scrivici ! Ti risponderemo prima possibile.

Not readable? Change text. captcha txt

Start typing and press Enter to search